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Commissione europea nel documento "Promuovere la sicurezza stradale nell'Unione
europea: programma 1997 2001" (n°131/'97) propone un'azione coordinata
di soggetti, pubblici e privati, per migliorare la sicurezza nella mobilità,
assumendo come obiettivo di ridurre i morti per gli incidenti stradali
del 40% entro il 2010. E' evidente che per conseguire tale obiettivo non
basta una decisione da parte delle autorità europee, è necessario
che le politiche ed i programmi per la sicurezza stradale vengano adottati
ad ogni livello dalle autorità nazionali e locali, adattando le
decisioni alle effettive carenze del sistema della circolazione. Un dato
accomuna la terribile realtà degli incidenti causati dai veicoli
in tutti i Paesi membri: il 70% dei danni alle persone si verifica in ambiente
urbano e sono gli utenti deboli a pagare il prezzo più alto in termini
di mortalità ed invalidità permanente
La sicurezza stradale costituisce senza dubbio un problema notevole per l'Italia, un'emergenza che un paese civile non può e non deve sottovalutare. I dati degli ultimi anni dimostrano infatti che nel nostro paese le strade continuano a mietere vittime: negli ultimi 10 anni 97 mila persone sono morte in incidenti stradali e 2 milioni e mezzo sono stati i feriti. Sono cifre che ci devono invitare alla riflessione, anche perché in Europa, dove ogni anno 45 mila persone perdono la vita sulle strade, il quadro sta lentamente migliorando. "Oggi in Italia, gli incidenti stradali causano ogni anno 6500 morti e 260 mila feriti. Dovremo muoverci in due direzioni. Creando sistemi di protezione per gli utenti più deboli e cioè i giovani, gli anziani, i ciclisti e i pedoni. E migliorando la formazione dei tecnici e degli addetti alla vigilanza". "L'Italia purtroppo , è uno dei pochissimi paesi in cui le vittime della strada, tanto i morti quanto i feriti, continuano ad aumentare"
Fonti: Interventi del Ministro Micheli, Ministero dei Lavori Pubblici Roma, 17 febbraio 1999, Roma, 10 marzo 1999, |
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